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Montepulciano

Montepulciano è una delle città simbolo del Rinascimento Toscano.
Moltissimi letterati dell’epoca e persino nobili della corte dei Medici avevano qui la loro residenza estiva.
A Montepulciano il tempo sembra essersi fermato in modo da non scalfire la bellezza e la perfezione delle opere rinascimentali: l’eleganza dei suoi palazzi, le sue chiese imponenti, e le erte vie che risalendo la collina conducono fino a Piazza Grande.
Tra i monumenti più importanti, troviamo il Duomo, dove al suo interno si può ammirare il “Trittico” di Taddeo di Bartolo, il Palazzo Comunale pianificato da Michelozzo, Palazzo Cantucci del Sangallo e il particolare pozzo “dei Grifi e dei Leoni”.
Appena fuori le mura cittadine si trova la chiesa di “San Biagio” costruita dal Sangallo e considerata uno dei capolavori del Rinascimento italiano.
Tra le strette viuzze della città vecchia, accanto alle molte botteghe artigiane, si trovano anche le cantine storiche della città, quasi tutte sotterranee. Vale proprio la pena visitarle e perché no,alla fine concedersi una degustazione del famoso Vino Nobile.
Questo vino era molto apprezzato presso la nobiltà, da cui deriva il suo nome, e Francesco Redi nel XVII sec. lo dichiarò “il Re tra i vini di Toscana”.

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Pienza

L’architetto che la progettò in anni rinascimentali la voleva la “città ideale”: Pienza è un piccolo gioiello… reale.
Deve il suo nome al Papa Pio II e nel centro di questo piccolo e tranquillo paese c’è proprio il suo palazzo, accanto al Duomo.
E dietro il Duomo, magnificamente visibile passeggiando lungo Santa Caterina o fermandosi al Casello, la Val d’Orcia con i suoi paesi e di fronte l’imponente monte Amiata.
Recita una canzone del luogo: “…distesa su dolce collina/ti fanno i cipressi corona/armigeri di una regina/dalla struggente beltà…”.

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Montalcino

Località posta su un colle fra le valli. In posizione strategica, è stata nell’antichità centro di molte e importanti vicende storiche.
Nel medioevo fu il suo massimo fulgore.
La fortezza, le mura e le torri ivi presenti derivano proprio dalle finalità di difesa che le erano dovute.
Oggi conservano un fascino del tutto particolare, d’altri tempi.
Non dimentichiamo le produzioni del luogo!… gli olivi e il vino, il Brunello: per chi conosce i vini come dire Ferrari per gli appassionati di automobilismo.

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Cortona

Fu una delle 12 città della confederazione etrusca e salvo pochi bei palazzi rinascimentali, il carattere prevalente degli edifici cortonesi è medioevale e contribuisce a conferire alle strette ed erte strade un aspetto molto suggestivo. Nel Museo dell’Accademia Etrusca, fra le molte opere emergono: il lampadario etrusco detto appunto di Cortona e la “Musa Polimnia”, pittura ad encausto di epoca romana, di straordinaria bellezza. Nel Museo Diocesano, oltre ad opere di Luca Signorelli, il grande pittore rinascimentale nativo di Cortona, si trova una delle più belle “Annunciazioni” del Beato Angelico. Notevoli le chiese medioevali di S. Francesco e di S. Domenico, il Palazzo Casali medioevale con facciata rinascimentale, le chiese rinascimentali di S. Maria Nuova e di S. Niccolò.
Il convento delle Celle, fondato da S. Francesco, è uno dei luoghi più suggestivi della zona.

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Chiusi

Chiusi visse il suo periodo di massimo splendore all’epoca del leggendario Re Porsenna. Importanti reperti frutto di scavi archeologici che proseguono anche attualmente, sono visibili presso il “Museo Archeologico Nazionale Etrusco”. Di fronte a questo c’è il Duomo, già esistente nel XII secolo e trasformato nel 1585; adiacente all’edificio è stato istituito negli anni ’30 il “Museo della Cattedrale”, che custodisce importanti reperti tra cui dei preziosi messali miniati. Nel territorio sono state anche riportate alla luce delle tombe etrusche come quella della Pellegrina, quella della Scimmia, del Leone, quella della Pania e numerosissime altre. Il cristianesimo si diffuse in questi luoghi molto rapidamente; ne sono prova le Catacombe di Santa Mustiola e di Santa Caterina. Oltre alle catacombe è visitabile il cosiddetto “labirinto di Porsenna”, consistente in un intricato sistema di cunnicoli sotterranei, che porta alla Cisterna risalente al I secolo d.C.

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Abbazia di Monte Oliveto Maggiore

L’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore si trova nella provincia di Siena. Costruita nel 1319 da Giovanni (Bernardo) Tolomei, da Ambrogio Piccolomini e da Patrizio Patrizi, è occupata della Congregazione Benedettina Olivetana. Una delle funzioni più vecchie dell’Abbazia era quella del ricovero ospedaliero. La Via Francigena che passava vicino all’Abbazia era percorsa da viandanti che potevano fermarsi per trovare riparo, conforto, giaciglio, ristoro ed anche cura di malattie e acquisto di medicinali.